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La Spelta riscuote un discreto successo per le sue caratteristiche organolettriche e nutrizionali.


Confezione da 250 gr.

Spelta

Disponibilità: 49
Prezzo: 4,20 €

Farro Grande o Spelta

Farro è denominazione generica attribuita indifferentemente a ben tre specie diverse del genere Triticum, comunemente chiamate “frumenti vestiti”. Fino agli inizi del '900 la loro coltivazione era diffusa in alcune valli dell'Appennino e in diverse zone montane d'Italia.

Farro grande, presenta spiga lasca, priva di reste o munita di reste brevissime. E' il farro di origine più recente (due millenni più tardi di farro piccolo e medio), avendo come progenitore, oltre la specie selvatica Aegilops squarrosa, il T. dicoccum coltivato. Il suo è il centro di origine situato più a oriente, dal Mar Caspio ai territori dell’Afghanistan e del Kazakistan odierni. Farro grande: possiede potenzialità produttive superiori al farro medio, che tuttavia possono esprimersi appieno solo in ambienti non troppo sfavorevoli.

Il fatto era l'alimento base degli Assiri e degli Egizi, di tutti i popoli antichi del Medio Oriente e del Nord Africa; sebbene le origini di questo cereale restino avvolte nel mistero, le prime tracce della coltivazione del Farro spelta in Europa e nel Medio Oriente risalgono a circa 5000 anni fa. Il Farro Spelta aveva un tale importanza, nell’antichità, da essere citata nella Bibbia come uno dei sette cereali originali. I patrizi romani erano soliti distribuirne ai poveri in quello che è considerato il primo sistema assistenziale della storia. Con le grande migrazioni in Europa, la sua coltivazione si diffuse rapidamente in nuove aree.

Nel corso dei secoli la coltivazione del farro è andata sempre più riducendosi, in quanto soppiantato dal grano tenero (discendente dal farro grande e utilizzato prevalentemente per la panificazione) e dal grano duro (discendente dal farro medio e utilizzato per la produzione della pasta), i quali necessitano di costi di lavorazione inferiori a fronte di una resa molto maggiore. Oggi la coltivazione del farro è spesso associata all'agricoltura biologica; nonostante costi di produzione e la resa esigua, il farro riscuote comunque un discreto successo per le sue caratteristiche organolettiche e nutrizionali, sopra tutto per il suo maggiore contenuto proteico rispetto ad altri tipi di frumenti.

Il farro è povero di amminoacidi essenziali, ma questa carenza viene facilmente compensata dall'accostamento gastronomico con i legumi. Povero di grassi, ricco di fibre, di vitamine e di sali minerali, sazia e non fa ingrassare. La coltivazione del farro è stata rivalutata solo di recente, essenzialmente per le ottime proprietà nutrizionali.

Il farro è ricco di vitamina A, vitamina C, vitamine del gruppo B e sali minerali come fosforo, sodio, calcio, potassio e magnesio. Svolge funzione ricostituente ed antianemica per la presenza di proteine, acidi grassi polinsaturi ed essenziali, ferro , manganese, rame e cobalto.

La crusca e gli olii contenuti nel suo germe lo rendono un emolliente intestinale, anti stipsi e rinfrescante. La sua caratteristica principale è comunque il suo potere antiossidante dovuto all'alto contenuto di selenio e di acido fitico che ostacolano la formazione dei radicali liberi.

Il farro è uno dei cereali meno calorici: 100 g apportano circa 340 kcal; inoltre contiene l'aminoacido essenziale metionina, carente in quasi tutti gli altri cereali.

I cereali apportano buone quantità di vitamine del gruppo B e anche proteine, che pur essendo di scarsa qualità biologica possono, se unite a quelle dei legumi, dare origine a una miscela proteica di valore biologico paragonabile a quello delle proteine animali.

Il Farro Spelta è un’eccellente fonte di riboflavina, una vitamina necessaria per il corretto metabolismo energetico del sistema nervoso che sembra, pertanto, in grado di ridurre la frequenza degli attacchi di emicrania. L’elevato contenuto di fibre solubili presenti nel farro spelta ha inoltre il vantaggio di ridurre la colesterolemia.